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sabato 6 luglio 2013

La realtà è oggettiva? La vista e le illusioni ottiche



La credenza che la realtà che ognuno vede

sia l'unica realtà
è la più pericolosa di tutte le illusioni.
(Paul Watzlawick)

Tra i tantissimi ambiti d’interesse della psicologia, uno dei più affascinanti è senza dubbio lo studio della percezione umana, intesa come comprensione etologica dei nostri sensi. Attualmente le nostre conoscenze fisiologiche sul funzionamento del cervello e degli organi afferenti, stanno crescendo esponenzialmente, anche grazie all’utilizzo dei moderni sistemi d’indagine computerizzata e allo studio comparativo dei pazienti che hanno subito danni cerebrali localizzati. Anche se i misteri più profondi, riguardanti la coscienza e la percezione di se, rischiano ancora di sconfinare nella filosofia, oggi disponiamo di teorie scientificamente supportate che possono rispondere alle domande che da sempre hanno tormentato filosofi e uomini di scienza.
Mi è capitato spesso di sentir dire, soprattutto quando in seguito ad un incidente stradale qualcuno voleva approfittare della situazione facendo di aver male la testa: “tranquillo, tanto sul cervello non ci si capisce ancora niente…”. Non c’è luogo comune più sbagliato, in realtà sappiamo moltissimo sul cervello e sul suo funzionamento, conosciamo la dislocazione spaziale delle aree deputate a determinati tipi di funzione, sappiamo come funzionano i neuroni e l’immensa rete di comunicazione che li unisce, iniziamo ad intuire le modalità plastiche attraverso le quali i sistemi cerebrali lavorano all’unisono per permetterci di percepire il mondo e di rispondere in ogni istante nel modo più adeguato.