mercoledì 24 luglio 2013

Sai come vedono i cani?

Chi di noi non si è chiesto come vedono i nostri amici animali?

A tal proposito girano da anni leggende metropolitane che la scienza moderna ha man mano smentito. Ad esempio un luogo comune, sfatato da studi recenti, vede il toro come molto sensibile al colore rosso, per questo il drappo sventolato dai toreador è di quel colore. In realtà i bovini

martedì 16 luglio 2013

Cosa sono le ossessioni?

Quanti uomini conoscono la differenza 
tra un'ossessione che si subisce 
e un destino che si sceglie?
(Denis de Rougemont)


Il termine ossessione si trova quasi sempre associato a compulsione, ma in realtà il disturbo ossessivo presenta molteplici peculiarità che lo rendono ben diverso dall’ ossessivo-compulsivo che spesso rappresenta una sua evoluzione. L’ossessione è descrivibile come un pensiero fisso, fuori controllo, che può afferire a qualsiasi ambito di vita, quindi allo studio, allo sport, al lavoro, alla sfera sociale e affettiva.
Chi soffre di questo disturbo tende a pianificare un insieme di regole che vanno seguite scrupolosamente per raggiungere lo scopo che si è prefissato. 
La credenza che le regole da pianificate, siano l’unico modo per raggiungere l’obiettivo, li rende rigidi e chiusi a qualsiasi alternativa. Qualsiasi cosa ostacoli la loro pianificazione dev’essere allontanato, qualsiasi critica o suggerimento è visto con forte ostilità perché potrebbe minare il loro modo di fare le cose, che è l’unico giusto.

sabato 6 luglio 2013

La realtà è oggettiva? La vista e le illusioni ottiche



La credenza che la realtà che ognuno vede

sia l'unica realtà
è la più pericolosa di tutte le illusioni.
(Paul Watzlawick)

Tra i tantissimi ambiti d’interesse della psicologia, uno dei più affascinanti è senza dubbio lo studio della percezione umana, intesa come comprensione etologica dei nostri sensi. Attualmente le nostre conoscenze fisiologiche sul funzionamento del cervello e degli organi afferenti, stanno crescendo esponenzialmente, anche grazie all’utilizzo dei moderni sistemi d’indagine computerizzata e allo studio comparativo dei pazienti che hanno subito danni cerebrali localizzati. Anche se i misteri più profondi, riguardanti la coscienza e la percezione di se, rischiano ancora di sconfinare nella filosofia, oggi disponiamo di teorie scientificamente supportate che possono rispondere alle domande che da sempre hanno tormentato filosofi e uomini di scienza.
Mi è capitato spesso di sentir dire, soprattutto quando in seguito ad un incidente stradale qualcuno voleva approfittare della situazione facendo di aver male la testa: “tranquillo, tanto sul cervello non ci si capisce ancora niente…”. Non c’è luogo comune più sbagliato, in realtà sappiamo moltissimo sul cervello e sul suo funzionamento, conosciamo la dislocazione spaziale delle aree deputate a determinati tipi di funzione, sappiamo come funzionano i neuroni e l’immensa rete di comunicazione che li unisce, iniziamo ad intuire le modalità plastiche attraverso le quali i sistemi cerebrali lavorano all’unisono per permetterci di percepire il mondo e di rispondere in ogni istante nel modo più adeguato.

lunedì 1 luglio 2013

Psicopatologia: Comprendere le cause o risolvere il problema?

Il passato non mi preoccupa,
i danni che doveva fare li ha fatti; 
mi preoccupa il futuro 
che li deve ancora fare.
(Pino Caruso)


Attualmente in psicoterapia, al di la dei vari approcci esistenti,  possiamo distinguere due scuole di pensiero e metodologia differenti. Secondo i modelli classici, che seguono le logiche lineari aristoteliche, di causa effetto ( se è bianco non può essere nero), il nodo gardiano risiederebbe nella comprensione delle cause che hanno scatenato il disturbo.
Secondo le logiche non lineari invece è il funzionamento del problema stesso che ci suggerisce la sua soluzione.
Seguendo l’ottica Strategica non ci si chiede perchè tizio soffra di un determinato disturbo, ma come funziona, come si è costruito, come continua a mantenersi ed alimentarsi.

Ipocondria e patofobia, sintomi, mantenimento del problema, tentate soluzioni.


"Non vivere con la paura di morire,
ma muori con la gioia di aver vissuto"
Jim Morrison

Tutti conoscono il termine ipocondria, la potremmo definire come la certezza di avere una o più malattie che in realtà non ci sono. In pochi invece avranno sentito parlare della patofobia o meglio la paura di avere una malattia. Questi due disturbi, apparentemente molto simili, possiedono in realtà strutture completamente differenti. Ho scelto di trattarli in un unico articolo proprio per enfatizzarne caratteristiche e differenze.

Cos'è il disturbo ossessivo compulsivo?

La paura
è l'incertezza
in cerca di sicurezza.
J. Krishnamurti


Quante volte per scherzo, da ragazzi andando a scuola abbiamo pensato: “ho paura dell’interrogazione, se riesco a camminare in tutte le commettiture delle mattonelle del marciapiede da qui a scuola, sicuramente l’interrogazione andrà bene”. Molti di noi poi si sono dimenticati o non hanno più pensato al gioco fatto,
al di la del risultato ottenuto nell’interrogazione. Per alcuni però le cose non vanno così. Mettiamo infatti che dopo quell’innocente gioco propiziatorio l’interrogazione sia andata bene. Il giorno dopo sarò portato a ripeterlo, dopotutto ieri ha portato bene e ho scacciato la paura. E così continuo a riproporlo il giorno dopo e quello dopo ancora. Alla fine posso arrivare a pensare che se camminando non passo per le commettiture delle mattonelle le cose non potranno che andare male.