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martedì 6 marzo 2018

Cos'è la depressione?

Ogni uomo è due uomini:
l'uno è desto nelle tenebre,
l'altro dorme nella luce .
Kahlil Gibran.

Immaginiamoci una persona che si sveglia la mattino e il suo primo pensiero lucido è il desiderio di rimanere ancora a dormire, di non alzarsi, di non affrontare ancora un’altra giornata. Da li in avanti pensieri e azioni sono sempre e solo volti al rifiuto e alla rinuncia
. L’assunzione di un ruolo di vittima e l’atteggiamento di rinuncia naturalmente si ripercuotono sul lavoro, sugli affetti, sulla propria autostima. Nel suo animo non c’è spazio per il piacere ma solo per sentimenti di rabbia, solitudine, disperazione, assenza di speranza.

martedì 10 dicembre 2013

Cos'è il disturbo post traumatico da stress?




Ricordando i giorni di tristezza, 
i ricordi mi inseguono.

Ricordando i giorni di gioia,
io inseguo i miei ricordi.


A differenza della maggior parte delle psicopatologie, in cui la genesi resta spesso un mistero, il disturbo post-traumatico da stress, si origina da un episodio traumatico ben distinto, collocabile spazialmente e temporalmente.
E’ anche denominato nevrosi da guerra in quanto inizialmente è stato riscontrato (durante la prima guerra mondiale) nei soldati rimasti coinvolti in situazioni operative particolarmente cruente. Tuttavia le situazioni traumatiche in grado di generarlo sono molteplici: violenze sessuali, incidenti automobilistici, rapine, prigionia, attacchi terroristici, disastri naturali, ecc... Come conseguenza a tale evento critico, i soggetti vivono ricordi ricorrenti e intrusivi (in maniera ossessiva), fino ad arrivare a sperimentare delle vere e proprie rievocazioni della scena in retrospettiva, in cui si comportano come se stessero vivendo realmente ciò che invece è solo frutto di un ricordo inaccettabile.
Accade spesso che la mente, per proteggersi dalle memorie intollerabili, spinga il soggetto a “coprire” il problema principale con sintomatologie afferenti all’area dei disturbi d’ansia, come attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, fobie sociali o specifiche. Rispetto a quest’ultime, si denota, in un ampia preponderanza di casi, l’utilizzo di tentate soluzioni volte all’evitamento degli oggetti o delle situazioni correlate (o ritenute tali) al trauma, generando a lungo andare fobie ben radicate verso cose o contesti. 

martedì 16 luglio 2013

Cosa sono le ossessioni?

Quanti uomini conoscono la differenza 
tra un'ossessione che si subisce 
e un destino che si sceglie?
(Denis de Rougemont)


Il termine ossessione si trova quasi sempre associato a compulsione, ma in realtà il disturbo ossessivo presenta molteplici peculiarità che lo rendono ben diverso dall’ ossessivo-compulsivo che spesso rappresenta una sua evoluzione. L’ossessione è descrivibile come un pensiero fisso, fuori controllo, che può afferire a qualsiasi ambito di vita, quindi allo studio, allo sport, al lavoro, alla sfera sociale e affettiva.
Chi soffre di questo disturbo tende a pianificare un insieme di regole che vanno seguite scrupolosamente per raggiungere lo scopo che si è prefissato. 
La credenza che le regole da pianificate, siano l’unico modo per raggiungere l’obiettivo, li rende rigidi e chiusi a qualsiasi alternativa. Qualsiasi cosa ostacoli la loro pianificazione dev’essere allontanato, qualsiasi critica o suggerimento è visto con forte ostilità perché potrebbe minare il loro modo di fare le cose, che è l’unico giusto.