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martedì 6 marzo 2018

Cosa sono gli attacchi di panico?

La paura è la cosa 
di cui dobbiamo aver più paura.
Michel De Montaigne



Gli attacchi di panico sono definiti nel DSM IV come “un breve periodo preciso in cui un individuo viene improvvisamente travolto da uno stato di terrore”. La sintomatologia é soprattutto organica e assomiglia alle sensazioni che si provano nella prima fase di un infarto con sintomi tipo: tachicardia, respiro affannato, sudorazione,
senso di costrizione toracica, annebbiamento della vista, paura di svenire o di perdere il controllo, senso di morte imminente. Solitamente gli attacchi insorgono con un primo episodio di forte somatizzazione ansiosa che porta a sperimentare i sintomi sopra descritti. La reazione fisica è così forte e sconvolgente che l’individuo finisce per fare di un eccezione la regola e inizia a monitorare continuamente le proprie condizioni fisiche per paura che l’attacco si ripresenti.


giovedì 7 aprile 2016

Cos’è l’ansia


L’ansia non ci sottrae il dolore di domani
 ma ci priva della felicità di oggi
(Charles H. Spurgeon)


Nella pratica clinica, c’è una parola in particolare, che sembra quasi una costante nella maggior parte delle problematiche che mi vengono portate. 
Ansia! 
Mi attanaglia lo stomaco, mi impedisce di fare, di focalizzarmi su altro, di agire come vorrei. Per stare meglio e non provare questa sensazione sgradevole allora metto in atto una serie di operazioni, che possono afferire alla sfera del pensiero per gli ossessivi, o al compiere operazioni mentali o fisiche per i compulsivi, a evitare l’oggetto temuto per i fobici, ecc.
Fatto sta che l’ansia rappresenta una sensazione comune a molte psicopatologie, e il cercare di gestirla rappresenta solitamente il sistema di innesco e mantenimento circolare del problema stesso. 

Ma cos’è l’ansia? 
E’ un’emozione molto simile alla paura, potremmo anche chiamarla paura anticipatoria. Da un lato ci rende consapevoli dell’imminente arrivo di un pericolo, così da renderci pronti ad affrontarlo, dall’altro ci prepara alla fuga.
E’ uno stato d’allarme. Come quando nelle basi militari si accende l’allarme giallo, e dai megafoni: “ATTENZIONE, ATTENZIONE, POSSIBILITA’ DI PERICOLO IMMINENTE”. Allora la base si mette in moto, tutti si mettono ai posti di combattimento pronti per difendersi dal nemico.
Questa modalità reattiva è in realtà molto utile se di lì a poco devo davvero intraprendere “uno scontro”, ad esempio sostenendo un esame, un colloquio di lavoro,  parlando in pubblico, alla prima uscita con la fidanzatina, prima di una prestazione sessuale… Se ben canalizzata l’ansia mette in moto una serie di reazioni fisiologiche che ci attivano per renderci più pronti ad affrontare il “pericolo imminente”.

martedì 16 luglio 2013

Cosa sono le ossessioni?

Quanti uomini conoscono la differenza 
tra un'ossessione che si subisce 
e un destino che si sceglie?
(Denis de Rougemont)


Il termine ossessione si trova quasi sempre associato a compulsione, ma in realtà il disturbo ossessivo presenta molteplici peculiarità che lo rendono ben diverso dall’ ossessivo-compulsivo che spesso rappresenta una sua evoluzione. L’ossessione è descrivibile come un pensiero fisso, fuori controllo, che può afferire a qualsiasi ambito di vita, quindi allo studio, allo sport, al lavoro, alla sfera sociale e affettiva.
Chi soffre di questo disturbo tende a pianificare un insieme di regole che vanno seguite scrupolosamente per raggiungere lo scopo che si è prefissato. 
La credenza che le regole da pianificate, siano l’unico modo per raggiungere l’obiettivo, li rende rigidi e chiusi a qualsiasi alternativa. Qualsiasi cosa ostacoli la loro pianificazione dev’essere allontanato, qualsiasi critica o suggerimento è visto con forte ostilità perché potrebbe minare il loro modo di fare le cose, che è l’unico giusto.

lunedì 1 luglio 2013

Ipocondria e patofobia, sintomi, mantenimento del problema, tentate soluzioni.


"Non vivere con la paura di morire,
ma muori con la gioia di aver vissuto"
Jim Morrison

Tutti conoscono il termine ipocondria, la potremmo definire come la certezza di avere una o più malattie che in realtà non ci sono. In pochi invece avranno sentito parlare della patofobia o meglio la paura di avere una malattia. Questi due disturbi, apparentemente molto simili, possiedono in realtà strutture completamente differenti. Ho scelto di trattarli in un unico articolo proprio per enfatizzarne caratteristiche e differenze.