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giovedì 7 aprile 2016

Cos’è l’ansia


L’ansia non ci sottrae il dolore di domani
 ma ci priva della felicità di oggi
(Charles H. Spurgeon)


Nella pratica clinica, c’è una parola in particolare, che sembra quasi una costante nella maggior parte delle problematiche che mi vengono portate. 
Ansia! 
Mi attanaglia lo stomaco, mi impedisce di fare, di focalizzarmi su altro, di agire come vorrei. Per stare meglio e non provare questa sensazione sgradevole allora metto in atto una serie di operazioni, che possono afferire alla sfera del pensiero per gli ossessivi, o al compiere operazioni mentali o fisiche per i compulsivi, a evitare l’oggetto temuto per i fobici, ecc.
Fatto sta che l’ansia rappresenta una sensazione comune a molte psicopatologie, e il cercare di gestirla rappresenta solitamente il sistema di innesco e mantenimento circolare del problema stesso. 

Ma cos’è l’ansia? 
E’ un’emozione molto simile alla paura, potremmo anche chiamarla paura anticipatoria. Da un lato ci rende consapevoli dell’imminente arrivo di un pericolo, così da renderci pronti ad affrontarlo, dall’altro ci prepara alla fuga.
E’ uno stato d’allarme. Come quando nelle basi militari si accende l’allarme giallo, e dai megafoni: “ATTENZIONE, ATTENZIONE, POSSIBILITA’ DI PERICOLO IMMINENTE”. Allora la base si mette in moto, tutti si mettono ai posti di combattimento pronti per difendersi dal nemico.
Questa modalità reattiva è in realtà molto utile se di lì a poco devo davvero intraprendere “uno scontro”, ad esempio sostenendo un esame, un colloquio di lavoro,  parlando in pubblico, alla prima uscita con la fidanzatina, prima di una prestazione sessuale… Se ben canalizzata l’ansia mette in moto una serie di reazioni fisiologiche che ci attivano per renderci più pronti ad affrontare il “pericolo imminente”.

giovedì 31 marzo 2016

Autostima. Cos’è, come si costruisce, come aumentarla.

Il compito principale nella vita di ognuno
 è dare alla luce se stesso.
(Erich Fromm)

Uno dei problemi che mi trovo più spesso ad affrontare in ambito clinico, è relativo all’argomento di cui voglio parlarvi oggi, l’autostima.
Cosa è? Uno dei primi autori ad analizzare tale aspetto è William James nei primi anni del 1900. Nella sua prospettiva l’autostima scaturisce dal rapporto tra sé percepito e sé ideale. 
Il sé percepito rappresenta l’idea che ho di me stesso rispetto alla mia abilità nel superare le avversità e raggiungere i miei obiettivi.
Il sé ideale corrisponde invece alle aspettative che ripongo per il futuro che desidero, per il raggiungimento dei miei obiettivi personali.
Detto in altri termini, è la misura che ognuno di noi attribuisce a se stesso, rispetto alle proprie capacità di far fronte ad un evento o un problema o nel raggiungimento di un obiettivo. Per intendersi, chi ha un'alta autostima tende a percepirsi come in grado di accettare ed affrontare qualsiasi sfida la vita gli metta davanti. Non si abbatte di fronte ad una sconfitta, ma fa tesoro di ciò che ha imparato perché conoscere i propri limiti rappresenta il primo passo per migliorarsi e superarli.